Ma quanto sono attrattive le università italiane rispetto a quelle europee?
Il continente asiatico rappresenta il maggiore bacino di ingresso, con il 39,1% del totale, seguito da quello europeo (33,3%). Un dato interessante è l’affluenza dall’Africa (15,9%), che pone l’Italia seconda in Europa dopo la Francia (56,7%), che beneficia di ovvi vantaggi linguistici, in modo simile alla Spagna verso i paesi dell’America Latina (37,3%). La Germania invece è la più scelta dagli studenti asiatici (45,7% del proprio totale). Secondo il report l’Italia investe pochi soldi pubblici nelle università, per allinearsi ai parametri europei servirebbero infatti 5,3 miliardi di euro per raggiungere la media europea, e 8,8 miliardi per la media Ocse.Nonostante le sfide, ci sono anche segni di miglioramento.
Nel 2022 infatti il 77,2% degli iscritti universitari è regolare o in corso di studi, rispetto al 66,6% del 2012. Le università telematiche inoltre sono cresciute del 411% in dieci anni. In ambito disciplinare in Italia sono attivi 5.180 corsi universitari: il 35% è dedicato alle materie STEM, il 2,5% al settore sanitario e agro-veterinario, il 23,9% alle discipline economico-giuridiche e infine il restante 15,5% alle materie artistico-letterarie.
Sono anche tanti gli studenti italiani che scelgono di fare l’università all’estero, oltre 17.000, tanti dei quali poi non rientrano in Italia.
Smart Future Academy si inserisce in modo attivo nell’orientamento scolastico per gli studenti italiani e internazionali, selezionando tra i suoi speaker figure importanti nel panorama universitario italiano. La scelta dell’università rappresenta un punto di svolta nella vita di uno studente per il proprio futuro lavorativo, che se guidata da figure mentori, porta alla soddisfazione personale e lavorativa per i giovani.
Fonte: Area Studi Mediobanca (Il sistema universitario in Italia tra dinamica demografica e innovazione)