“
“Sostenibilità vuol dire meno acqua, meno antibiotici, meno emissioni, meno diserbanti, più diritti per chi lavora, più trasparenza sull’origine, meno plastica. Ma sostenibilità deve comportare una remunerazione decorosa del lavoro dell’imprenditore agricolo.
Molto può fare l’industria ma molto spetta alla parte agricola, rivendicando il ruolo di impresa viva ed utile, perseguendo un ammodernamento rispettoso della nostra terra, intesa come pianeta, quella che anche noi, come gli Indiani d’America, abbiamo ricevuto in prestito dai nostri figli.
Agli agricoltori, agli allevatori compete mettere a punto nuove competenze, producendo con più efficienza e meglio prodotti più salubri ed in armonia con l’ambiente ed il territorio, all’industria dare valore alle materie prime, alla distribuzione ed al consumatore responsabile farsi carico, per quanto di competenza, dei costi di un cibo più buono e più giusto”.
”